La parola “stretching” viene dall’ inglese to stretch, che significa allungare, tendere, stirare. Questa parola è imparentata con parole che indicano tensione, estensione, allungamento.
In italiano stretching è un anglicismo, usato soprattutto in ambito:
sportivo,
fisioterapico,
fitness.
Indica l’ insieme di esercizi di allungamento muscolare.
La parola stretching entra nel massaggio non come termine originario della manualità, ma per contaminazione tra discipline:
ginnastica, fisioterapia e massoterapia.
Il massaggiatore porta muscoli e articolazioni in allungamento, in modo passivo o assistito, mentre lavora sui tessuti molli. Non sei tu a “tirare”: è il trattamento che accompagna il corpo ad aprirsi.
Nello stretching applicato al massaggio troviamo:
allungamento muscolare, per ridurre rigidità e contratture;
mobilizzazione articolare dolce, per migliorare il range di movimento;
decompressione delle fasce: lo stretching lavora insieme alle tecniche fasciali;
rilassamento muscolare: il sistema nervoso lascia la tensione.
Vediamo insieme alcuni esempi:
nel massaggio sportivo, lo stretching serve a preparare o recuperare il muscolo;
nel massaggio thai, lo stretching è centrale (viene chiamato anche yoga passivo);
nel massaggio miofasciale, l’ allungamento è lento e profondo;
nel linfodrenaggio, è minimo ma presente come apertura dei distretti.
Lo stretching nel massaggio è consigliato in diverse situazioni, soprattutto quando l’ obiettivo è recuperare mobilità, sciogliere tensioni e migliorare la funzionalità muscolare.
È da utilizzare con cautela o evitare in presenza di:
infiammazioni acute (strappi recenti, tendiniti in fase attiva);
traumi recenti o interventi chirurgici non stabilizzati);
ernie, protrusioni, instabilità articolari (solo con indicazione medica);
dolore acuto durante il movimento;
patologie neurologiche o vascolari non valutate.
In questi casi lo stretching, sé presente, deve essere molto lieve o escluso.
In sintesi, lo stretching nel massaggio è consigliato quando il corpo è pronto ad allungarsi, non quando si sta difendendo. Dolcezza, progressione e ascolto sono la chiave.




